agira

 

Agira, fino a 50 anni fà "San Filippo d'Agira" è un comune di 8.651 abitanti della provincia di Enna in Sicilia. Sorge sul sito della greca Agyrion (Ἀγύριον in greco antico, Agyrium per i Romani).

Agira dista 35 chilometri da Enna. È a nord est della provincia nella media valle del Salso e domina il lago Pozzillo.

Il territorio di Agira comprende anche l'invaso artificiale Sciaguana e l'immensa velle di Dittaino.

La città sorge sul monte Teja di cui occupa la sommità e le pendici. Sito strategico e inespugnabile è tra i centri siciliani più antichi. La leggenda narra che la città sia stata fondata prima della guerra di Troia, era infatti già conosciuta da Cicerone e Tolomeo. Secondo Diodoro Siculo, che vi nacque, la città aveva origini sicule. Nel 339 a.C. vi fu dedotta una colonia di 10.000 greci.

Le origini di Agira sono antichissime e dallo studio di alcuni reperti preistorici si è potuto documentare che già 30.000 anni fa la città fu popolata, quando l'isola era ancora unita alla penisola italica. Nomadi di origine afro-asiatica, già evoluti nella lavorazione di armi di selce, cacciatori, agricoltori, pescatori e forse anche allevatori, si arroccarono sul Monte Teja, perdendo gradualmente le loro originarie caratteristiche per trasformarsi in popolazioni stanziali.

Nell'Area di Agira esistono tracce di abitati umani del Paleolitico, Neolitico ed Età del Bronzo. Anche i Sicani abitarono alcune grotte naturali o artificiali della città, alcune delle quali ancora osservabili ad Agira (ove sono state rinvenute delle ossa umane riferibili a questo periodo). La città di Agira, forse la più antica delle città sicane, prende probabilmente il nome da uno dei capi Sicani, Agiride, che la fondò (ma l'origine del nome potrebbe anche connettersi alla presenza di una miniera d'argento vicino alla città, da argyros, che in greco significa argento). Fino al sorgere di Siracusa ed Agrigento, fu certamente fra le maggiori città di Sicilia.

IL CASTELLO

I resti più importanti oggi esistenti appartengono ad una costruzione sveva. La tradizione locale parla di un castello saraceno, che sarebbe stato costruito agli inizi del X secolo: La prima menzione è del 1274, quando figura nello statuto angioino dei castelli siciliani.

Nel 1278 il castello di Agira figura nelle disposizioni di approvvigionamento a favore dei castelli siciliani: al castello di Agira vengono assegnate cento salme di miglio, è una delle più grosse assegnazioni; quindi in questo periodo il castello era in piena efficienza.

Nel 1354 vi fu ospite per più giorni Ludovico d'Aragona. Nei secoli XVI e XVII doveva avere perduto la sua importanza militare, nel 700 varie fondi dicono che il castello è gia in rovina. La sommità del castello è dominata dai resti di una chiesetta recentemente ristrutturata, che secondo la tradizione locale occuperebbe il posto di quella costruita da S. Filippo in onore a San Pietro.

Sempre nella parte centrale del castello si trova un ambiente sotterraneo a pianta quadrangolare, coperto da volta ad ogiva.

La tradizione parla di un sotterraneo che si apriva all'interno del castello e che doveva arrivare fino a valle.

IL CIMITERO DEI CANADESI

Il Cimitero di guerra canadese situato su una piccola collina nel comune di Agira è uno dei tre cimiteri canadesi in Sicilia, insieme a quello di Siracusa e Catania. Esso contiene le tombe di 490 canadesi (13 membri della RCAF e 477 dell 'esercito), sei dei quali non identificati. Agira è stato uno di una serie di città siciliane prese dalla canadesi in quanto avanzata verso nord attraverso le montagne e l'isola di caldo, terreno sterile verso lo Stretto di Messina. La città cadde il 28 luglio - tre giorni dopo le dimissioni di Mussolini - e dopo cinque giorni di duri combattimenti in ciò che si è rivelato i canadesi 'più grande battaglia della campagna siciliana.

IL QUARTIERE ROCCHE

Tutto un quartiere di Agira, compreso all'incirca tra la via Diodorea e la via Raddusa, è caratterizzato da un tessuto urbanistico arabo, con la tipica articolazione delle strade nei tipi fondamentali: shàri (strada principale, pubblica), durub (strada secondaria, senza uscita ma con un notevole articolazione, semipubblica), azikka (vicolo cieco, privato, da esso si accede alle abitazioni di uno stesso ambito familiare). E un tipo di tessuto urbanistico che rispecchia un'organizzazione sociale legata al clan, alla famiglia estesa; un modo di organizzare la città basato sui «due pilastri dello stato, la vita familiare (munahahat) e la generalità delle cose che gli uomini hanno in comune (musàrakàt)». Il decentramento di questo quartiere lo ha tenuto al riparo fino ad oggi da grossi interventi di riorganizzazione urbanistica, da «sventramenti», conservando così questo tessutourbano risalente al periodo arabo.

E' rimasto appunto un paesaggio urbano molto ricco di stradine, vicoli ciechi, improvvise curve a gomito, cortiletti, scalinate; tutto un tessuto urbano che riporta ad un modo di vivere molto diverso dal nostro attuale, ma che appartiene ancora al nostro retaggio culturale.

IL LAGO POZZILLO

L'opera è stata realizzata alla fine degli anni cinquanta, gigantesca oasi incastonata in un mare di fiammeggianti campi di grano, bordeggiato per tutta la sua estensione da un fitto Eucalypteto. Lo si scopre all'improvviso non appena lasciata Agira in direzione di Regalbuto, e sembra, un miraggio, improbabile com'è. Lungo ben sei chilometri, largo nel punto più ampio un chilometro e sei, il serbatoio artificiale contiene 140 milioni di metri cubi d'acqua, grazie ad uno sbarramento del fiume Salso, e costituisce elemento antropico, componente di rilevante valore non solo paesaggistico ma anche naturalistico, poichè le acque tranquille del lago ospitano una gran quantità di uccelli stanziali e migratori, tra i quali, bellissimi Aironi cinerini.

Consigliamo di discendere lungo le rive ( il lago si raggiunge facilmente dall'abitato di Regalbuto ) e di godere, immersi nella fitta vegetazione di profumati Eucalypti, gli spettacoli che lo specchio d'acqua sa offrire.

RTC: Danilo Alleruzzo

 

Evoluzione Demografica

Coordinate: 37°39′00″N 14°31′00″E

Altitudine 650 m s.l.m.

Superficie 163,09 km²

Abitanti 8484[1] (31.12.2011)

Densità 52,02 ab./km²

Comuni confinanti Assoro, Castel di Judica (CT), Catenanuova, Enna, Gagliano Castelferrato, Nissoria, Ramacca (CT), Regalbuto

Cod.postale 94011

Prefisso 0935Fuso orario UTC+1

Codice ISTAT 086001

Cod. catastale A070

Targa EN

Cl. sismica zona 2 (sismicità media)

Cl. climatica zona D, 1 648 GG[2]

Nome abitanti Agirini

Patrono San Filippo d'Agira

Compatroni: San Filippo Diacono, Sant'Eusebio Confessore e San Luca Casali da Nicosia Abate

Giorno festivo 12 maggio, 12 agosto e 11 gennaio

 

Geografia

Agira dista 35 chilometri da Enna. È a nord est della provincia nella media valle del Salso e domina il lago Pozzillo. Il territorio di Agira comprende anche l'invaso artificiale Sciaguana. Agira sorge sul monte Teja di cui occupa la sommità e le pendici.

Storia

Agira è tra i centri siciliani più antichi. La leggenda narra che la città sia stata fondata prima della guerra di Troia. È nota a Cicerone e Tolomeo.