catenanuova

Johann Wolfgang von Goethe, nel suo Viaggio in Sicilia così la descrisse: "In cammino; 30 aprile 1787, Molimenti (Catenanuova) recente borgatella, egregiamente situata nel centro di belle campagne, sulla riva del torrente San Paolo. Non lontano, campi d'un frumento incomparabile, che si falcia già il 20 maggio..."

La sosta di Goethe avvenne nel fondaco Cuba, una locanda degli inizi del XVIII secolo, edificio dichiarato di interesse storico-artistico dalla soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Enna. Per la sua storia, si tratta del più antico edificio di Catenanuova, sebbene ricadente sul territorio di Centuripe.

Venne fondata intorno al 1727-1733 dal Principe Andrea Giuseppe Riggio-Statella nel suo feudo di Melinventre che rispettò il volere della madre e la promessa fattagli sul letto di morte.

La baronessa Anna Maria Statella, rimasta vedova, nel proprio testamento redatto il 21 luglio 1713 richiese esplicitamente al figlio ed erede universale di fondare una nuova città nel fegho di Mellinventre e vi fosse fondato l'Arcipretato nella piccola chiesa della Sacra Famiglia, già esistente poiché edificata dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693.

Andrea Riggio prese l'investitura del feudo di Melinventre l'8 marzo 1722 all'età di 20 anni e si dimostrò subito intraprendente e determinato nel volere rispettare la volontà della madre. Nel 1726 inoltrò richiesta per la fondazione del nuovo centro urbano a sua Maestà il Re di Sicilia Carlo VI, affinché gli venisse concessa l'autorizzazione.

Carlo VI in data 11 settembre 1726 accordò la richiesta avanzata dal Principe Andrea Riggio, anche se il permesso definitivo gli fu dato nel 1731. In questa operazione si oppose fermamente Regalbuto: "la fondazione di una nuova Terra in quel feudo appariva come una minaccia all'integrità patrimoniale dello Stato di Realbuto"

Dopo alcuni anni di controversie, tra il 1731 e il 1736 Catenanuova divenne un piccolo nucleo urbano ed ebbe la sua piena autonomia. Il Principe dunque, fece erigere il suo palazzo che servì anche da municipio di fronte alla chiesa madre. Diede al centro urbano il nome di Terra della Nuova Catena facendolo derivare da Aci Catena (CT), da cui deriva anche il nome della famiglia del fondatore, "Principi della Catena", così nota per via della devozione alla Madonna della Catena. Successivamente prese il nome di Catena La Nuova ed infine l'attuale nome Catenanuova.

Non c'era gente, allora, sul territorio di Meliventre. Ed anche qui, il principe Andrea Riggio si rivelò all'altezza della situazione, escogitando uno stratagemma per popolare il territorio. “A tutti coloro che si fossero stabiliti nella sua cittadina, il generoso principe avrebbe consegnato un corpo di casa terrana in cambio della riconoscenza annuale di una gallina. Ogni contadino, stabilitosi con proprio nucleo familiare nel feudo Meliventre, ottenuta la casa doveva però coltivare in enfiteusi una certa estensione di terra del feudo, dietro il pagamento di un censo, godeva inoltre del diritto di pascolo.”

Secondo la Rivelazione sul numero di abitanti bandita nel 1747 per ordine del vicerè Eustachio, sotto il regno di Carlo III di Borbone, Catenanuova contava 500 persone, 133 nuclei familiari, inclusi 4 sacerdoti. La maggior parte di loro erano centuripini, stabilitisi nella vicina e nascente Catenanuova, una minima parte da Agira. “L'offerta di una casa e di un appezzamento di terreno dietro pagamento di un modico censo avevano in poco tempo attratto numerosi contadini, che costituirono una preziosa manodopera grazie alla quale il principe Riggio potè ampliare la superficie coltivata di Meliventre e prendere in arrendamento altri feudi limitrofi. Su Meliventre inoltre potè mettere a coltura le contrade di Isola di Niente, Piano del Molino, Coda di Volpe, Scalilla, Samperi”*.

Insomma, il suo investimento sulla fondazione di un centro abitato su Meliventre, si rilevò proficuo. Da lì a poco nacquero i servizi, sui quali il principe vantava dei diritti che gli consentivano ulteriori incassi. Alle entrate corrispondevano anche delle uscite, che riguardavano comunque interventi di pubblico interesse e di assistenza ai soggetti più bisognosi: nel 1758 il governatore Ferro, che amministrava l'Hazienda, per conto del principe, annotò tra le uscite 20 onze distribuite ai vassalli poveri.

Anche sullo stemma, il principe fu preciso: lo creò unendo quattro blasoni, rispettivamente quelli della famiglia paterna e materna del fondatore, vale a dire Riggio-Saladino e Statella-Paternò. Tale simbolo venne utilizzato come sigillo comunale dal 1736 al 1812, e inoltre venne scolpito in bassorilievo nel fonte battesimale di marmo (del 1738) e dipinto sulla base del simulacro della compatrona, Maria Santissima delle Grazie (del 1750), entrambi nella Parrocchia San Giuseppe. Quest'ultimo dipinto è emerso durante alcuni lavori di restauro da parte di attenti restauratori, avvenuti agli inizi del 2000; in passato coperto incurantemente da una mano di vernice.

Lo stemma, per insensatezza o forse poco rispetto della storia e della cultura, venne modificato con un decreto del 7 aprile 2003.

Attualmente racchiude l'effige di san Prospero ed un campo di grano. E' stato un colpo di pennello, quello degli amministratori, che ha annullato un pezzetto di storia catenanuovese, come quando nel 1976 il sindaco di allora dispose di abbattere il vecchio palazzo del principe per edificare quello attuale, un palazzone di vetro che nulla ha a che fare col contesto della piazza.

Catenanuova appartenne alla Provincia di Catania dalla sua nascita fino al 1926, quando Enna fu eretta capoluogo di provincia.

*Fonti: Mariano Saccullo "Ricerche su Catenanuova. Popolazione, usi, tradizioni ed economia. Dalle origini al xx secolo"

RTC GRAZIA MIGNACCA

 

Evoluzione Demografica

Coordinate: 37°34′00″N 14°41′00″E (Mappa)

Altitudine 170 m s.l.m.

Superficie 11,17 km²

Abitanti 4923[1] (31-12-2013)

Densità 440,73 ab./km²

Comuni confinanti Agira, Castel di Iudica (CT), Centuripe, Regalbuto

Cod. postale 94010

Prefisso 0935

Fuso orario UTC+1

Codice ISTAT 086006

Cod. catastale C353

Targa EN

Cl. sismica zona 2 (sismicità media)

Cl. climatica zona C, 918 GG[2]

Nome abitanti catenanuovesi

Patrono San Prospero martire

Giorno festivo ultima domenica di settembre

 

Geografia

Catenanuova sorge in un punto strategico della valle del Dittaino, a 38 km da Enna in direzione est e a 35 km da Catania in direzione ovest, lungo la linea ferroviaria e l'autostrada A19 fra Palermo e Catania.

Storia

Catenanuova venne fondata intorno al 1727-1733 dal Principe Andrea Giuseppe Riggio-Statella nel suo feudo di Melinventre secondo il volere della madre. Quest'ultima, rimasta vedova, nel proprio testamento redatto il 21 luglio 1713 richiedeva al figlio ed erede universale di fondare una nuova città "...in qual futuro tempo nel suo fegho di Melinventre si frabicasse la Terra e vi fosse fondato l'Arcipretato..." nella piccola chiesa della Sacra Famiglia, già esistente poiché edificata dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693.