cerami

 

Per chi non lo sappia, Cerami piccolo comune della provincia di Enna, sorge sopra una diramazione montuosa dei Nebrodi occidentali, usualmente chiamati Caronie, che si protende ondulata e discontinua in direzione di mezzogiorno. Dolcemente adagiata sul concavo dorsale di una montagna,protesa sulle due valli laterali, quasi protetta, a sud-ovest dai monti ad anfiteatro, ed a nord dai monti Margi e Annunziata, guardata da Capizzi a nord-ovest, da Troina a nord-est.

Il sito su cui è fabbricato il caseggiato (quasi mille metri slm) è costituito da un grande sperone roccioso di conglomerato arenario dell’epoca terziaria, di aspetto e carattere alpestri, tagliato quasi a picco nel fianco orientale e chiuso fra le due già citate sottostanti convalli. Il paese vi si adagia in piano inclinato, basso a sud nella parte pianeggiante, a circa 960 metri sul livello del mare, a mano a mano elevandosi a nord alla rocca del castello fino a raggiungere i 1050 metri di altezza.

L’abitato, di fisionomia tipicamente rurale, si sviluppa lungo un’arteria principale, allacciata ai vari quartieri da una fitta rete di vicoli o strade minori in pendenza, spesso addolcite da scalinate. In ordine alle peculiarità dell’insediamento, è possibile intuire due momenti storico – ambientali dell’habitat:

medievale nella parte alta;

moderno nella parte bassa.

L’insediamento, comunque, anche se di origine pre-ellenica, nelle sue espressioni odierne viene fatto ascendere al basso medioevo; esso si formò ai piedi del castello, già esistente in età normanna ed ora ridotto a poche rovine.

L’edilizia religiosa e di culto rappresenta il vero patrimonio architettonico del paese che con le sue 11 chiese e i loro relativi apparati scandiscono la vita culturale e religiosa dell’intera comunità. Come non menzionare le feste religiose celebrate da Maggio a Settembre di ogni anno organizzate dalle storiche confraternite basate sulla partecipazione collettiva sentita soprattutto in occasione delle processioni guidate dal fercolo del Santo e dalle confraternite con il loro caratteristico vestiario ( u vistimiantu) caratterizzato da uno specifico colore del mantello diverso per ogni confraternita (rosso per S.Sebastiano, verde per San Michele, azzurro per S.Antonio, turchese damascato per la Madonna del Carmelo).

Il dolce tipico del paese è “u cavatiaddu atturratu”,un biscotto imbevuto nell’acqua e guarnito con un trito di mandorle tostate,cannela e zucchero. L’abitato risulta completamente circondato dai boschi di sughero e una parte dello stesso è stata recentemente attrezzata con aree di sosta e percorsi pedonali (il parco urbano di Zuccaleo).

La via Umberto, che attraversa in salita la parte alta del paese è una delle principali vie.

Essa ci trasmette l’impronta di un organizzazione abitativa nella quale la gerarchia degli ambiti trovava un equilibrio naturale. Infatti mentre nelle vie principali venivano localizzati i più importanti edifici e le case dei benestanti, le altre vie erano dei vicoli tortuosi intervallati da degli slarghi, detti “bbagghi”, dimore modeste , con abitazioni addossate l’una all’altra. La parte bassa invece, di formazione recente, presenta una edilizia più qualificata lungo la SS n° 120 che costituisce un’altra delle vie principali, C.so Roma.

Bibliografia:

Luigi Anello, “Storia di Cerami”-Papiro Editore Enna 1998

Nuccio Sciacchitano, “Una luce dai monti-la Madonna della Lavina di Cerami” 1966

RTC Cerami: Luigi Gagliano

 

Evoluzione Demografica

Coordinate: 37°49′00″N 14°30′00″E (Mappa)

Altitudine 970 m s.l.m.

Superficie 94 km²

Abitanti 2118[1] (31-10-2012)

Densità 22,53 ab./km²

Comuni confinanti Capizzi (ME), Cesarò (ME), Gagliano Castelferrato, Mistretta (ME), Nicosia, Troina

Cod. postale 94010

Prefisso 0935

Fuso orario UTC+1

Codice ISTAT 086008

Cod. catastale C480

Targa EN

Cl. sismica zona 2 (sismicità media)

Cl. climatica zona E, 2 134 GG[2]

Nome abitanti ceramesi

Patrono Sant'Ambrogio

Giorno festivo 7 dicembre

 

Geografia

Il nome potrebbe derivare da kèramos, che significa argilla cotta, o da kerma (macigno). Secondo un'ipotesi l'origine potrebbe anche trovarsi nel ricordo della cittadina greca di Kerme, che sorgeva sulle rive del golfo omonimo, nell'Asia Minore. È un comune del Parco dei Nebrodi.

Storia

Antiche sono le origini di Cerami che si fanno risalire ai greci. I reperti archeologici venuti alla luce nei saggi di scavi effettuati in via Roma nel 1971 fanno collocare le origini di Cerami tra il IV ed il V secolo a.C. La carenza di fonti impedisce la ricostruzione della storia delle origini di Cerami.

Dobbiamo arrivare ai normanni per avere notizie piuttosto esatte, ma non sempre complete. Ed è dei normanni l'impronta più duratura, con riflessi proiettati fino ai nostri giorni. Una via del paese porta il nome di Serlone, e una tradizione locale vuole che essa sia stata percossa dall'eroe nel giorno della sua tragica fine.