leonforte

 

Leonforte è un comune dell’entroterra siciliano di 13.806 abitanti e sorge sui territori dell’antica città di Tavi. Nasce nel 1610, quando il principe fondatore del nuovo paese, Nicolò Placido Branciforti, ottenne dalla Regia curia di Palermo la licenzia populandi, cioè la licenza di fondare e costruire un paese ex novo.

Per la costruzione del nuovo paese scelse un luogo ricco di sorgenti e di terreni fertili, luoghi occupati dai Bizantini prima ed in seguito dai Musulmani. Già a partire dal 1610 il principe abbellì il nuovo paese con la costruzione di fontane, giardini, il palazzo residenziale, chiese, mulini ad acqua, concerie delle pelli e una grande scuderia.

LE FONTANE

Fontana delle ninfe

La fontana delle ninfe è la prima fontana monumentale. Fu fatta costruita nel 1636 dal Principe Nicolò Placido Branciforti. In questa occasione furono chiamati degli scultori romani.

La fontana trova una sua similitudine con la fontana dell’Acqua Paola di Roma anche se le dimensioni della fontana delle ninfe risultano essere più ridotte. L’elemento celebrativo della fontana è l’acqua. Infatti questa area si presenta ricca di sorgenti. Anche la toponomastica prende spunto dalla presenza di sorgenti. Ad esempio il termine favarotta deriva dall’Arabo da Fawara che appunto sta ad indicare la presenza di sorgenti d’acqua.

Le statue, presenti nella fontana, rappresentano l’abbondanza di acqua e la fertilità dei campi a loro volta personificate con il dio Crisa e la dea Demetra. Al centro invece viene raffigurata una roccia dalla quale scaturisce l’acqua e viene raccolta attraverso la bocca del leone (simbolo che richiama la famiglia Branciforti).

La Granfonte

La Granfonte venne costruita nel 1652. A volere questo monumento fu il Principe Nicolò Placido Branciforti. Anche in questa fontana l'elemento celebrativo è l'acqua. E' caratterizzata da 22 arcatelle a tutto sesto con 24 cannelle in bronzo, in cui fuoriesce l'acqua proveniente dalle sorgenti. In uno sìdei lati si nota un rilievo di una brocca in cui sgorgava, in passato, l'acqua. l'acqua scorre da queste cannelle tutto l'anno tranne il Venerdì Santo, in segno di lutto. sono tante le denominazioni di questa fontana; da Granfonte ai termini dialettali come brivatura o vintiquattru cannola.

LE CHIESE

CHIESA DEI CAPPUCCINI

 

La chiesa dei Cappuccini è stata costruita nel 1630. Il principe Nicolò Placido Branciforti volle donare ai frati cappuccini un’area distaccata dal paese, per la fondazione di un convento.

Stile architettonico

 

La facciata della chiesa presenta uno stile rustico e semplice e richiama l’ordine religioso dei frati francescani. Anche il bassorilievo, che si trova sopra il portone centrale, richiama l’ordine francescano: infatti sono presenti due braccia che s’incrociano e abbracciano la croce. Il braccio nudo rappresenta Cristo, mentre il braccio ricoperto dalla manica, quello del saio di San Francesco.

L’interno della chiesa, invece, non rispecchia lo stile della facciata esterna: infatti la presenza di opere d’arte di autori noti come il quadro di Novelli con l’elezione di Mattia, il crocifisso del Cristo attribuito a Frà Umile da Pietralia, il Giudizio Universale e le tombe reali costituiscono una vera e singolare ricchezza del 1600.

Attualmente la chiesa si presenta a due navate, ma la struttura originaria era ad unica navata con tre cappelle nella parete laterale di destra. I lavori di rifacimento che diedero vita ad una nuova navata risalgono alla metà del XX secolo.

Nel soffitto della navata centrale sono presenti due dipinti: San Francesco d’Assisi e la glorificazione di San Giuseppe, entrambi appartenenti al XX secolo.

Sempre nella navata centrale troviamo la cantorìa. Generalmente questo era un luogo dove i frati vi recitavano i salmi utilizzando gli enormi salteri che potevano essere letti anche a distanza.

La tomba del principe

 

Ai piedi dell’altare maggiore si trova la tomba del principe fondatore di Leonforte. A differenza della tomba monumentale della moglie, questa del principe è caratterizzata da una lastra in bronzo che riporta lo stemma dei branciforti con un’iscrizione in cui vengono elogiate le virtù del principe.

Il tabernacolo ligneo

 

Il tabernacolo ligneo risale alla metà XVIII secolo. Il tabernacolo è in legno con intarsi in madreperla, avorio e tartaruga. La forma del tabernacolo richiamerebbe alle cattedrali presenti nella Sicilia sud orientale.

Il mausoleo di Caterina Branciforti

 

Sullo sfondo della navata laterale si trova il monumento funebre della Principessa.

La realizzazione della cappella venne affidata a Giovanni Gallina di Castrogiovanni e a Gian Giacomo Cerasolo di Palermo.

La cappella è delimitata da un arco di trionfo. È caratterizzato da una serie di bassorilievi che iniziano dagli zoccoli, in cui viene riportato lo stemma dei Branciforti, e continuano nelle due lesene caratterizzate da motivi floreali ed animali.

Al di sopra della trabeazione è presente un’edicola rettangolare e sul frontone si legge la data della sua realizzazione, 1647. Il materiale usato per la realizzazione di questo ambiente è il cosiddetto marmo di San Giovanni che si trova nella zona nord di Leonforte.

La tela del Novelli “L’elezione dell’Apostolo Mattia"

Sullo sfondo della navata centrale si nota una tela in cui viene raffigurata l’elezione dell’Apostolo Mattia. La tela fu fatta commissionare dal principe fondatore di Leonforte Nicolò Placido Branciforti, tra il 1640-1641. L’autore della tela è il monrealese Pietro Novelli, il più importante artista del Seicento.

Nel quadro viene raffigurato il momento in cui gli Apostoli, insieme a Maria e Maria Maddalena, ricevono da Dio l’illuminazione per eleggere il nuovo Apostolo che andrà a sostituire, così come ci viene descritto dal nuovo testamento, Giuda il traditore.

 

RTC: Alfredo Crimì

Evoluzione Demografica

Coordinate: 37°39′00″N 14°24′00″E (Mappa)

Altitudine 613 m s.l.m.

Superficie 83,93 km²

Abitanti 13679[1] (28-02-2014)

Densità 162,98 ab./km²

Comuni confinanti Assoro, Calascibetta, Enna, Nicosia, Nissoria

Cod. postale 94013

Prefisso 0935

Fuso orario UTC+1

Codice ISTAT 086011

Cod. catastale E536

Targa EN

Cl. sismica zona 2 (sismicità media)

Cl. climatica zona D, 1 576 GG[2]

Nome abitanti leonfortesi

Patrono Madonna del Carmelo

Giorno festivo 16 agosto

Geografia

Leonforte è situata al centro del sistema montuoso degli Erei. Il paese si estende lungo il pendio di una collina ed ha un'altezza che va dai a 600 metri s.l.m. della zona storica ai 700 metri s.l.m. dei quartieri di più recente costruzione. Leonforte dista solo 22 km dal capoluogo di provincia, Enna.

Storia

In questi luoghi sorgeva l'antico insediamento di Tabas o Tavaca.

 

Durante il dominio Bizantino e in seguito quello Arabo, poco lontano, fu edificato un castello, detto di Tavi, e si formò un casale nelle sue vicinanze; furono introdotti sistemi razionali per l'irrigazione delle colture e numerosi mulini sfruttavano l’abbondanza delle acque.

Con la conquista Normanna il feudo passò da un signorotto all'altro fino a quando, nel XV secolo, pervenne alla famiglia Branciforti.

Nel 1610, con «licentia populandi», Nicolò Placido Branciforti pensò di sfruttare al massimo le potenzialità del fertile territorio, ricco di acque e di mulini, fondandovi una città che chiamò Leonforte in omaggio al blasone della sua casata (leone rampante che regge lo stendardo con i moncherini delle zampe ed il motto «in fortitudine bracchii tui») ed elevando il possedimento al rango di principato nel 1622. Il principe Nicolò Placido Branciforti apparteneva ad una delle più importanti famiglie nobiliari di Palermo. Fu uomo di molto valore e di virtù, quinto Conte di Raccuia, secondo Signore di Cassibile, settimo Barone di Tavi, Cavaliere dell'ordine di S. Giacomo sotto il re Filippo III e primo Duca di Mascalucia.

Nell'ultimo secolo Leonforte ha sempre avuto un'economia agricola e operaia, che in passato rendeva la cittadina una roccaforte della sinistra politica.