nicosia

Nicosia è un comune di 14.340 abitanti alle pendici meridionali dei monti Nebrodi, nel cuore della Sicilia, in provincia di Enna. La sua struttura urbanistica è suggestiva per il suo panorama, infatti essa sorge sui quattro colli: colle del castello, colle dei Cappuccini, Monte Olivento e Monte del SS. Salvatore ed è situato a 724 metri sul livello del mare. Nel territorio nicosiano si contano due Riserve Naturali (Monte Campanito-Sambughetti e Monte Altesina, patrimonio archeologico degno di nota per i resti della chiesa bizantina di Sant’Erasmo) e la frazione di Villadoro.

IPOTESI ETIMOLOGICHE E CENNI STORICI

Fondata dai Greci, Nicosia deve infatti il suo nome alla lingua greca e le ipotesi più accreditate sul suo significato sono: “Νικες Οικος" (città della Vittoria) e “Νίκου Οικος” (città di San Nicola, suo patrono, assieme a San Felice da Nicosia dal 2005). Nicosia vide, nel corso dei secoli, l’avvicendarsi sul suo suolo di popoli diversi, che di volta in volta lasciarono tracce indelebili del loro passaggio e preziosissime testimonianze della loro presenza. I Romani per primi ed in seguito: gli Arabi, gli Svevi, i Normanni, gli Aragonesi e i Borboni. Le tre città dell'antichità con cui gli storici cercarono di identificarla sono: Engio, Herbita ed Imachara, accomunate dall'aver dovuto subire i tanti soprusi e le ingiustizie del rapace pretore romano Verre, contro il quale, unite ad altre città siciliane, nel I sec d.C., intentarono causa sotto il patrocinio di Cicerone, che proprio in quell'occasione, scrisse le famose Verrine. Secondo il nobile Falco del XVII° sec., tuttavia, gli herbitesi, stanchi di sopportare le innumerevoli angherie di Verre, avrebbero abbandonato la propria città, spostandosi sino al colle del Castello per edificare le nuove proprie case, diventando addirittura il gruppo di maggioranza tra gli abitanti e chiamando il nuovo agglomerato urbano Herbita Nuova, in ricordo della propria città, decaduta e lasciata alla plebe.

FESTE RELIGIOSE E MANIFESTAZIONI

Le principali feste caratteristiche, che richiamano le antiche tradizioni, sono di tipo religioso. Dopo la processione del Padre della Provvidenza nel giorno del Venerdì santo, l’evento di maggior rilievo è la Pasqua, celebrata nella cittadina già a partire dalla sera precedente. Il sabato santo, infatti, la statua del Cristo Risorto viene coperta da un manto nero e trasferita nella chiesa di Sant’Agata e, allo scoccare della mezzanotte, viene condotta verso la via Santa Croce. Tra musiche, rintocchi di campane che suonano a festa e auguri, ha inizio il banchetto con tipica degustazione di biscotti e vino, che si protrae fino a notte fonda.

 

La domenica di Pasqua a mezzogiorno, nella piazza Garibaldi, avviene "u scuontro" (l’incontro) tra la statua dell'Addolorata e quella di Gesù risorto, a cui fa tre inchini, evento tradizionalmente concluso con il discorso augurale del sindaco e la benedizione del vescovo alla folla di cittadini nella piazza gremita. Successivamente le statue vengono portate in processione per le vie del paese e, dinnanzi alla chiesa, i palii delle confraternite si inchinano per omaggiare le statue e compiono la "stregata" del palio, ossia la rotazione dell’apposito paliotto ad opera di un confrate esperto che lo fa ruotare intorno a sè per un numero decrescente di volte, alternando il senso di rotazione.

Nel pomeriggio, intorno alle ore 17:00, si svolge infine "a 'ntenna": una cuccagna con giochi come il palo a sapone, il tiro alla fune, la corda sospesa e la corsa con i sacchi, in cui si vincono carne e vino per la pasquetta che a Nicosia si svolge il martedì ("u marte d litria") e non il giorno successivo alla Pasqua come negli altri comuni italiani. A Nicosia, infatti, il lunedì dopo la Santa Pasqua si celebra la festa di San Michele Arcangelo nel quartiere omonimo, con il tradizionale “albero della cuccagna”, esilarante sfida tra vari gruppi di uomini che, mettendosi l’uno sulla schiena dell’altro, si contendono il premio (vino e animali) posto in cima ad un palo di legno accuratamente unto e scivoloso. Solo chi riuscirà a salire fino in cima al palo, porterà a casa il premio finale da dividere con i membri della sua squadra.

 

Successive alla Pasqua, citiamo: la festa di San Francesco di Paola con la sagra dei maccheroni al sugo (terza domenica di Maggio), la Madonna della Catena (8 Settembre), la festa di San Felice di Nicosia con l’apertura della sua umile casa natale (prima domenica di Settembre), processioni e concerti in suo onore, la Madonna dell'Aiuto con bellissimi giochi pirotecnici (terza domenica di Settembre), il "Natale nicosiano" con bellissimi presepi nei quartieri ed il tradizionale presepe vivente nella Silva dei frati minori Cappuccini, e i “giochi sotto la tenda” (dal 21 Dicembre al 6 Gennaio).

 

Tra le tradizionali manifestazioni nicosiane vanno invece ricordate: "l’infiorata" alla salita del Carmine e la mostra fotografica sulla città (i lavori dei partecipanti alla manifestazione di Maggio); musica e spettacoli per le vie cittadine (prima domenica di Giugno), i campionati regionali di ciclismo (21 Giugno), la "festa della montagna": area attrezzata di Monte Campanito (prima domenica di Luglio), "l’estate nicosiana”: musica, piano bar, animazione notturna nelle strade, piazze e quartieri, teatro e mostre, manifestazioni e tornei sportivi (dal 15 Luglio al 31 Agosto), la gara regionale di kart (19/20 Settembre), il corteo storico “di Carlo V” con dame e cavalieri con preziosissimi abiti medievali per il centro storico del paese, il palio a cavallo per le curve di San Michele, il “cammino di San Felice” di cavalieri che ripercorrono insieme il cammino fatto dal Santo giungendo fino a Tusa per poi rientrare in paese ed essere accolti in zona “Crociate”.

 

La movida nicosiana essenzialmente si svolge attorno alla piazza Santa Maria di Gesù, sede di numerosi bar e meta del passeggio serale, nonostante solitamente gli eventi estivi si svolgano maggiormente in piazza Garibaldi ad esclusione dei concerti e degli eventi di maggior affluenza, ospitati all’orto dei monaci Cappuccini. Quotidianamente la popolazione nicosiana trova svago nei numerosissimi bar, ristoranti e pizzerie sparsi per tutto il paese, oltre che al cineteatro comunale.

RTC Nicosia - Marzia Marassà

 

 

Evoluzione Demografica

Coordinate: 37°45′00″N 14°24′00″E (Mappa)

Altitudine 724 m s.l.m.

Superficie 217 km²

Abitanti 14340[1] (31-12-2012)

Densità 66,08 ab./km²

Frazioni Villadoro

Comuni confinanti Calascibetta, Castel di Lucio (ME), Cerami, Gagliano Castelferrato, Gangi (PA), Geraci Siculo (PA), Leonforte, Mistretta (ME), Nissoria, Sperlinga, Agira

Cod. postale 94014

Prefisso 0935

Fuso orario UTC+1

Codice ISTAT 086012

Cod. catastale F892

Targa EN

Cl. sismica zona 2 (sismicità media)

Cl. climatica zona D, 1 760 GG[2]

Nome abitanti Nicosiani

Patrono San Nicola di Bari / san Felice da Nicosia

Giorno festivo 6 dicembre / 21, 22 e 23 ottobre

 

Geografia

Il territorio di Nicosia, di tipo collinare-montuoso, fa parte della Riserva Naturale Orientata Sambuchetti - Campanito.

Nicosia dista 38 km dalla A19 Palermo-Catania (Mulinello) e 49 km dalla A20 Palermo-Messina (Santo Stefano di Camastra).

In epoca fascista erano stati avviati i lavori per il collegamento ferroviario di Nicosia con Leonforte (avrebbe dovuto essere un'importante linea per il trasporto minerario nel circondario). I lavori non furono mai terminati.

Storia

L'origine antica di Nicosia è incerta; Engio, Erbita e Imachara sono le tre città dell'antichità con cui gli storici hanno cercato di identificare Nicosia, ma non esistono prove certe.

Il nome attuale della cittadina suggerisce origini greche: secondo alcuni significa "città di San Nicola" (Νίκου Οικος, Níkou Oikos), secondo altri sta a significare "città della Vittoria" (Νικες Οικος, Níkes Oikos), e secondo una terza ipotesi il toponimo Nicosia deriva da un'alterazione del greco Λευκωσία (traslitterato Leukosia), a sua volta generato da Λευκός (leukos), con il significato di "bianco" o "luminoso". Si può ipotizzare che i Bizantini attorno al VII secolo innalzassero una fortezza tra i Nebrodi e le Madonie per difendersi dai Musulmani.

Sotto la dominazione degli Arabi, Nicosia venne chiamata Niqusìn e fece parte di un sistema di città fortificate. Dopo la conquista da parte dei Normanni, durante il processo di latinizzazione della Sicilia, Nicosia venne ripopolata da una colonia di lombardi (in realtà nella maggioranza piemontesi provenienti dai territori Aleramici). Con l'arrivo dei lombardi, i quali si stanziarono nella parte alta del borgo nel quartiere di Santa Maria perché aveva come chiesa di riferimento Santa Maria Maggiore di rito latino, la popolazione greco-bizantina si spostò nella parte più bassa fondando un nuovo quartiere che gravitava intorno alla chiesa di rito greco di San Nicolò (o San Nicola), detta San Nicolò del Piano. La difficile convivenza tra i lombardi, detti anche Mariani, e i greco-bizantini, detti anche Nicoleti, degenerò, sin dall'inizio, in una vera e propria lotta etnica. Ma dal Quattrocento, questa rivalità tra Mariani e Nicoleti, da contrasto etnico si trasformò più in un antagonismo religioso, per imporre l’una o l’altra chiesa come chiesa madre.[6] Tracce dell'immigrazione lombarda rimangono ancora oggi nel dialetto parlato a Nicosia e che viene detto gallo-italico.