nissoria

 

Nissoria è un piccolo paesino dell’entroterra siciliano, situato a 691 m sul livello del mare e conta circa 3011 abitanti. Fondata nel 1746, Nissoria ha un impianto urbanistico settecentesco con bracciato viario regolare definito da due assi ortogonali che si intersecano in una piazza quadrata.

Dal dizionario topografico della Sicilia, ritroviamo una descrizione sintetica e precisa del territorio di Nissoria del XVIII sec. :

“Nissoria – amplissimo fondo… in cui era da gran tempo un casale del medesimo nome, ed un novello viene a costruirsene in questo nostro tempo tra Agira, Assoro e Leonforte in amenissimo sito, e propriamente nella pubblica via che da Catania mena in Palermo, appartiene oggi a Francesco Rodrigo principe di Paternò… il quale siccome dissi, raduna un novello casale… “

Nissoria fu in origine una baronia del principe di Paternò Moncada d’Aragona, il quale come discendente da Pietro d’Aragona, re di Sicilia che sconfisse e scacciò Carlo d’Angiò con la dominazione francese dell’Isola nostra, ereditò parecchi e vistosi possedimenti, fra i quali il territorio di Nissoria che comprende 24 feudi e dei quali la baronia omonima ne era il centro.

Nel 1746, il figlio del principe a nome di Francesco Rodorico, fece fabbricare un palazzo in un luogo più centrale, mentre la baronia era situata in una valle, nella quale una sorgiva d’acqua rendeva l’aria malsana e vicino al palazzo fece costruire un fondaco grande e uno piccolo.

Sempre nell’anno 1746 a spese dello stesso principe, sorse una chiesetta la quale prima fu elevata a Cappellania curata e nel 1756 a parrocchia, dotata dalla principessa Paternò Giuseppa Ruffo procuratrice del marito Francesco Rodorico e approvata da mons. Ventimiglia, vescovo di Catania, dedicata a San Gregorio primate d’Armenia. San Gregorio rimase venerato protettore di Nissoria fino al 28/04/1855, anno in cui mons. Camillo Milana vescovo della diocesi di Nicosia autorizzò di dedicare la locale chiesa a San Giuseppe che divenne patrono della cittadina.

I festeggiamenti in onore del santo patrono non coincidono con la festa di precetto del 19 marzo, ma ricorrono la prima domenica di agosto che, un tempo, quando l’agricoltore occupava il posto più importante tra tutte le attività locali, coincideva con la fine dei lavori nei campi. Le festività di San Giuseppe iniziano il mercoledì, prima con riti religiosi e popolari; il sabato si svolge la festa dell’emigrato mentre il giorno di domenica è la grande solennità nella quale si celebrano le Sante Messe e la processione per le vie principali del paese con il simulacro di San Giuseppe accompagnato dai fedeli e dalla banda musicale. Il lunedì, giorno conclusivo, la processione si svolge in tutte le vie del paese, durante la quale fedeli devoti s’impegnano nella condivisione del pane.

Nel 1821 il governo di Borbone fece costruire la Strada Nazionale Palermo-Messina e il piccolo agglomeramento di case ne fu intersecato. Da quel periodo Nissoria cresce fino a raggiungere la condizione non più di un villaggio “CASALE”, come allora si chiamava ma di un paesetto, situato su di un piccolo poggio ridente, che va degradando ad est verso Agira e ad ovest verso Leonforte, due grossi mandamenti che ne assorbiscono la vita e non ne hanno permesso l’espansione.

Nissoria ha una grande rappresentanza in Argentina e nell’America del Nord, dove con il lavoro e la parsimonia i cittadini, figli di questa terra hanno mandato tesori ed oggi questa gente gode di una certa agiatezza.

Nissoria ha dato i suoi contributi generosi alle guerre del 1866, d’Africa nel 1893, del 1915 con 52 morti e a quella gloriosamente vinta per la conquista dell’Impero.

Ad ogni manifestazione patriottica la popolazione lasciava i campi e con la numerosa presenza attesta che sa essere all’altezza dei tempi e degli uomini temprati dal Duce alla vanga, alla spada, al moschetto.

Oggi Nissoria si estende su un territorio di 6162 ettari; il nuovo centro abitato sorge sulla s.s. 121, posto sui Monti Erei, a ridosso della media del fiume Salso, circondato da colli delle Serre e del Bosco. Dal 1926 appartiene alla provincia di Enna (27 km).

Per quanto riguarda l’economia di Nissoria, l’agricoltura ha sempre occupato un posto rilevante, tale modello di prevalente economia agricola è integrato da attività commerciali ed artigianali, da attività terziarie e dalla piccola imprenditoria.

RTC: ALESSANDRA COSTA

 

Evoluzione Demografica

Coordinate: 37°39′00″N 14°27′00″E (Mappa)

Altitudine 691 m s.l.m.

Superficie 61 km²

Abitanti 3011[1] (31-12-2010)

Densità 49,36 ab./km²

Comuni confinanti Agira, Assoro, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia

Cod. postale 94010

Prefisso 0935

Fuso orario UTC+1

Codice ISTAT 086013

Cod. catastale F900

Targa EN

Cl. sismica zona 2 (sismicità media)

Cl. climatica zona D, 1 710 GG[2]

Nome abitanti Nissorini

Patrono San Giuseppe

 

Geografia

Nissoria (Casale in siciliano) è un comune italiano di 2.978 abitanti della provincia di Enna in Sicilia.

Storia

La storia di Nissoria è legata a due diverse zone del suo territorio: il soleggiato altipiano, posto al centro di verdi vallate, che è occupato dall'attuale centro abitato, e la contrada oggi denominata Torre che fin dal VI secolo ospitò l'antica Nysura[3], colonia fondata da immigrati di stirpe orientale che vi introdussero il culto per San Gregorio, Patriarca degli Armeni, rimasto venerato protettore di Nissoria fino al 28 aprile 1855.

La presenza di notevoli resti di fortificazione (XIII secolo) e il ritrovamento (1953) di splendidi reperti di oreficeria bizantina (VI - VII secolo) descritti negli Atti dell'Accademia dei Lincei confermano l'importanza raggiunta dal sito. Il Qalat Musarìah sottomesso dagli Arabi quasi certamente nell'861, fu successivamente assegnato al Vescovo di Troina dal Gran Conte Ruggero, per passare poi, nel 1095-1096, alla giurisdizione del Vescovo di Messina ed essere, quindi, retto dai Basiliani che, ancora nel 1309, provvedevano alla riscossione delle decime sul casale Nysura, erroneamente indicato con il nome di "Nagaria"[4]. Con Federico II (1194 - 1250) che, probabilmente, nel corso delle rivalità con la Santa Sede, pur lasciando alla Chiesa il diritto di riscossione delle decime, assegnò il governo del territorio alla nobiltà laica isolana, ebbe inizio la cronologia ufficiale dei Casati ai quali fu concesso il possesso e con esso i privilegi sui 24 feudi dell'omonima "Nobile Baronia" e sul casale Nysura, il cui nome si trasformerà lentamente in Nissoria.