piazza armerina

 

Piazza Armerina, nel suo impianto attuale, è una città essenzialmente medievale, ma il suo territorio fu certamente abitato fin dalla preistoria ed occupato, almeno dal VII sec. a.C. in poi, da numerosi centri abitati, di cui l’attuale può dirsi l’erede.

Piazza Armerina è sicuramente nota per la sua Villa Romana del Casale, che fu costruita tra la fine del III sec. e l'inizio del. IV sec d.C., nell'ambito di un sistema di latifondi appartenenti a potenti famiglie romane, che vi si recavano a caccia o in vacanza. E’ situata ai piedi del monte Mangone a pochi chilometri dalla città. La villa doveva sorgere non lontana dall’antico centro di Philosophiana, stazione della strada che allacciava Catana ad Agrigentum. Si estende per circa 3.500 Mq. Unica nel suo genere soprattutto per la tipologia del mosaico i cui tasselli sono di dimensioni ridottissime. L'effetto ottenuto è sicuramente spettacolare e le immagini sono particolarmente dettagliate e ricche di colori e sfumature.

La piazza del Duomo, situata nel punto più alto della città (circa 750m slm), costituisce un particolare complesso architettonico che domina, con il Duomo, il Palazzo Trigona e il monumento a Marco Trigona, uno dei paesaggi urbani più suggestivi della Sicilia. Dietro il monumento a Trigona la piazza si affaccia in un belvedere da dove si può ammirare il panorama del quartiere più antico della città (quartiere nobile Monte), dominato dalla mole cupola della chiesa del Crocifisso, sullo sfondo del monte armerino che si staglia di fronte. Su tutto il centro storico armerino e anche fuori da esso sono presenti un numero consistente di chiese, le quali ancora oggi molte di loro ospitano le canoniche funzioni religiose e sono aperte ai turisti.

Il centro storico della città di Piazza Armerina si sviluppa maggiormente nel quartiere Monte (il più antico). Per visitarlo si percorrono strette vie pavimentate con basole di pietra vulcanica in forma di lisca di pesce, la via principale è la Via Monte (nel medioevo strada principale della città) che fiancheggia palazzi baronali secenteschi. Il quartiere è il classico esempio di impatto urbanistico normanno, caratterizzato da numerosi scorci che fanno rivivere quel periodo. Scendendo verso il versante meridionale del quartiere Monte, si giunge alla suggestiva Piazza Castello, che oltre al Castello Aragonese, costruito alla fine del XIV sec. e a lungo residenza del re Martino I d’ Aragona (da cui prende il nome), anche alcuni eleganti palazzi patrizi e la deliziosa chiesa della Madonna della Neve.

Oltre ad un ricco patrimonio architettonico la città di Piazza Armerina offre un ricco patrimonio folcloristico ed immateriale. Per esempio il Palio dei Normanni riporta alla memoria le memorabili imprese del conte Ruggero che libera la città dal dominio saraceno. La manifestazione fu, per la prima volta, svolto presso il campo sportivo S. Ippolito il 13 e 14 agosto del 1952. Oggi il Palio dei Normanni ha una durata di tre giorni (dal 12 al 14 agosto) nei quali manifestazioni medievali vengono svolte in diverse zone della città con il corteo dei figuranti che percorre le vie del centro storico.

Tra le molte tradizioni popolari a coronamento di feste religiose, particolarmente viva è quella del “3 Maggio”, la quale, risalendo alla tradizione pagana dei riti primaverili, festeggia, con un pellegrinaggio campestre al Santuario della Chiesa di Piazza Vecchia, Maria SS. Delle Vittorie (santa patrona della città) e si completa poi con un’ allegra scampagnata nella pianeggiante contrada dell’ Indirizzo rigogliosa e verde.

 

RTC: Salvatore Ciantia

 

Evoluzione Demografica

Coordinate: 37°23′00″N 14°22′00″E (Mappa)

Altitudine 697 m s.l.m.

Superficie 302 km²

Abitanti 22077[1] (30-12-2013)

Densità 73,1 ab./km²

Frazioni Azzolina, Farrugio, Floristella, Grottacalda, Leano, Polleri, Santa Croce, Serrafina

Comuni confinanti Aidone, Assoro, Barrafranca, Caltagirone (CT), Enna, Mazzarino (CL), Mirabella Imbaccari (CT), Pietraperzia, Raddusa (CT), San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Mineo (CT), Valguarnera Caropepe

Cod. postale 94015

Prefisso 0935

Fuso orario UTC+1

Codice ISTAT 086014

Cod. catastale G580

Targa EN

Cl. sismica zona 2 (sismicità media)

Cl. climatica zona D, 1 607 GG[2]

Nome abitanti Piazzesi

Patrono Maria santissima delle Vittorie

Giorno festivo 3 maggio, 15 agosto

 

Geografia

Piazza Armerina sorge nell'entroterra del Golfo di Gela, su un'altura dei monti Erei meridionali, nella Sicilia centrale, a quasi 700 m d'altitudine. La città, tra i maggiori punti di riferimento della provincia, è incastonata tra fitti ed estesi boschi misti con predominanza di eucaliptus, che si estendono ai suoi piedi a nord come a sud. Il territorio comunale della città rientra tra i primi 100 comuni italiani per superficie, piazzandosi al 37º posto con un'estensione di 302 km², che ne fanno il secondo centro della provincia alle spalle del capoluogo, ed il settimo della regione. Il suo punto più alto è di 877 m sul livello del mare, mentre quello più basso si colloca a quota 225 m, determinando una notevole escursione altimetrica che si registra tra il centro urbano e le località sottostanti, tra cui numerose sono le enclavi, ritagliate nei territori dei comuni limitrofi.

Storia

Dai ritrovamenti numismatici presenti sul Monte Naone non lungi dall'abitato si può presumere che qui esistesse un abitato di età greca, forse una sub-colonia di Gela e più precisamente la Hybla Geleatis di cui fa menzione Tucidide in seguito chiamata Stiela[6]. Sulla storia poi di Piazza dove è attualmente ubicata si sa con certezza solo dalla dominazione normanna in poi, in riferimento alla ricostruzione della città nel 1163 ad opera di Guglielmo II. Per il periodo precedente alla fondazione diverse sono le ipotesi. Alcuni autori del Seicento favoleggiarono di un villaggio chiamato Plutia di origine romana, ma nessuna fonte classica ha mai riportato tale località. Tuttavia secondo fonti musulmane riportate da Michele Amari nella sua Storia dei Musulmani di Sicilia, esisteva una città che gli arabofoni pronunciavano Iblâtasa o Iblâtana,[7] abitata da comunità islamiche, che dovette sorgere su un villaggio preesistente che le cronache medievali (come il Fazello) indicavano più tardi come Casalis Saracenorum. Tale villaggio potrebbe essere la Ibla Elatson o Ibla Elatton (Ibla minore) riportata da Idrisi[8] che corrisponderebbe alla Ibla Geleate (ibla Gelese) descritta da Tucidide (per Pausania Ibla Gereate, per Stefano Bizantino Ibla Era o Minore)[9]. La città islamica venne ribattezzata Placia o Platsa dai Normanni che la conquistarono e la affidarono agli Aleramici. Re Guglielmo I di Sicilia, per punirla della sua ribellione capeggiata da Ruggero Sclavo, figlio illegittimo dell'aleramico Simone, conte di Policastro, che in pratica aveva trucidato la popolazione araba, la fece incendiare e distruggere nel 1161[10]. Venne dunque ricostruita, nel 1163 più in alto da Guglielmo II sul colle Armerino e ripopolata con genti provenienti dalle aree "longobarde" settentrionali. Scavi recenti, condotti dall'università La Sapienza di Roma hanno messo in luce, nei dintorni della Villa Romana del Casale l'impianto di un villaggio di epoca medievale, presumibilmente riferibile alla città distrutta da Guglielmo il Malo.