troina

Situata sulle pendici meridionali dei monti Nebrodi, a 1120 mt di altezza sul livello del mare, Troina è un’antichissima cittadina dell’entroterra siciliano. Abitata dai Sicani e dai Siculi, posseduta dai Greci, conquistata dai Saraceni e infine liberata dai Normanni, la città fu anticamente sede di Vescovi e patria di tanti uomini illustri, tra cui Papa Urbano II che la visitò nel 1088 e l’imperatore Carlo V che la visitò nel 1535. Le sue origini risalgono al periodo preistorico. Lo testimoniano tracce di insediamenti umani risalenti al periodo Neolitico, una necropoli ubicata sul monte Muganà e una fattoria del 3000 a.C. messa in luce da recenti scavi archeologici. Il nome deriva da un antico sostrato mediterraneo,Tragena (che significa <divenutoTraina e, per apofonia,Troina.

Troina è stata la prima capitale normanna dell'isola; e proprio a Troina, per ben otto mesi, dal marzo al novembredel 1088, soggiornò papa Urbano II.

Distante 62 Km da Enna, in una solitaria zona confinante con le province di Messina e di Catania, questo affascinante paese èlontano dalle tradizionali rotte turistiche, ma merita sicuramente una visita per le sue bellezze naturali,paesaggistiche ed architettoniche.

Nel suo territorio si trova la diga dell'Ancipa, il più grande invaso artificiale dellaSicilia, circondato da una vegetazione lussureggiante e con una ricca fauna acquatica.

Le sue numerose chiese sono testimonianza di un antico splendore di cui essa dovette sicuramente godere in passato.

LE CHIESE DI TROINA

La Chiesa Madre (Chiesa della Beata Assunta)

Edificata dal Conte Ruggero negli anni immediatamente successivi alla conquista di Troina (1061), e precisamente dal 1065 al 1078, fu dedicata alla Beata Vergine Maria. L’edificio sacro si trova su un’area di circa 1000 mq nella parte nord-est dell’antico castello. Fu quasi certamente una delle prime chiese costruite in Sicilia dai Normanni e dovette costituire una sintesi di architettura normanna, araba e bizantina. Nel 1082 il conte, costituendo Troina prima diocesi normanna della Sicilia, elevò questa chiesa al rango di Cattedrale. Il Conte nominò vescovo il cognato Roberto e gli affidò la guida della diocesi di Troina che, all’epoca, comprendeva oltre un terzo della Sicilia. Il prospetto, di fine Settecento, è realizzato in arenaria gialla locale. La chiesa, a tre navate, è in stile neoclassico con le volte a botte decorate con stucchi dorati di gusto rinascimentale, con archi a tutto sesto e con la cupola che poggia su solidi pilastri rivestiti di stucco. All’interno custodisce tele del ‘700 e pezzi provenienti dal Monastero di San Michele Arcangelo, insieme ad altri oggetti di grande pregio artistico. La chiesa è dotata di un proprio tesoro che comprende ori, argenti di pregio, ostensori, reliquiari, pissidi e incensieri. Le opere di maggiore pregio sono: il Bacolo Pastorale, il Sigillo e la Corona dell’Immacolata.

Oratorio del Santo Rosario

E’ una piccola Cappella al quale si accede da una modesta porticina chè dà sul Sacrato della Chiesa Madre. La Chiesa, mononavata, fu costruita tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX sec. L’abside è stata ricostruita dopo il crollo causato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. La Chiesetta è in stile neoclassico con la volta e le pareti ricoperte di stucco e dipinti. La volta a botte è divisa in scomparti a stucco ed oro zecchino. All’interno custodisce uno stallo ligneo del ‘600 proveniente dal vecchio Coro della Chiesa Madre crollato nel terremoto del 1643 e raffigurante i 3 momenti principali della vita della Vergine. Attualmente è sede della confraternita del Rosario fondata nel 1599.

Oratorio del SS. Sacramento

Vi si accede da sotto l’arco del Campanile, all’inizio di via Papa Urbano II. Questa Chiesetta è in sostanza la cripta dell’attuale Chiesa Madre, corrispondente al transetto dell’antica Cattedrale Normanna. Inizialmente fu dedicata a Santa Lucia, ma dopo la sopraelevazione della Cattedrale Normanna, avvenuta nel XV sec. d.C., fu concessa all’Arciconfraternita dei Bianchi che la trasformò nell’Oratorio del SS. Sacramento. In questa chiesa celebrò messa Papa Urbano II in occasione della sua venuta a Troina per gettare le basi dell’accordo sulla “Apostolica Legatia”, siglato nel 1088 con il Conte Ruggero. Le pareti e le volte sono rivestite di intonaco bianco con cornici e festoni di stucco in stile barocco. Le tele, tutte di autore incerto, sono del ‘600. Nel catino di una piccola abside si conserva un affresco del Cristo Pantocratore, eseguito secondo schemi di stile normanno. Dinanzi all’Altare si conserva una predella in pietra sulla quale la tradizione vuole che Papa Urbano II abbia celebrato Messa in occasione della sua venuta a Troina. Negli ambienti sotterranei si trovano le cripte cimiteriali (Colatoi e Cripta dei Poveri), che con molta probabilità risalgono alla costruzione ruggeriana. Ancor’oggi è sede dell’Arciconfraternita dei Bianchi.

Chiesa di San Giorgio

Ubicata accanto il Campanile della Chiesa Madre, faceva parte del Monastero delle Benedettine di San Giorgio, del quale ne era la Cappella. Di questo importante complesso la cui area è stata quasi interamente trasformata nell’attuale Piazza Conte Ruggero, oltre la Chiesa, rimane soltanto il tratto ovest, detto “Quarto di Donna Laura”, ricostruito dal Comune per adibirlo a propri uffici. Sul finire del XVIII sec, il convento, ospitava 60 suore provenienti da famiglie nobili e la Badessa godeva di eccezionali prerogative e dignità fra cui il titolo di Eccellenza ed il diritto di uso del Pastorale nelle principali solennità. La chiesa, mononavata, ha la volta decorata e i riquadri di stucco sono riempiti con pannelli a tempera di soggetti biblici e un pavimento in marmi policromi. Attualmente è sede della Confraternita di San Giuseppe.

Chiesa e Convento di San Francesco

Il convento, sito nella parte alta della città in via Conte Ruggero, fu fondato nel 1470, e nel 1535 ospitò l’imperatore Carlo V proveniente da Tunisi. Il complesso architettonico sorge all’interno dell’antica cittadella normanna. La torre campanaria presenta nella parte bassa la caratteristica muraria della città medievale. La chiesa, oggi dedicata all’Immacolata è mononavata ed è caratterizzata da stucchi neoclassici che si possono far risalire alla ristrutturazione dell’800. all’interno sono custodite statue del ‘700 insieme a quella dell’Immacolata in stucco e cartapesta dell’800. Nella parte sud, la Chiesa poggia sui resti di un’antica torre che evidentemente faceva parte della cinta muraria dell’originario castello. Del complesso originario resta ben poco perché in parte è stato trasformato prima in Istituto scolastico e successivamente adibito a biblioteca comunale.

Chiesa di San Sebastiano

Si trova nel quartiere Borgo e fa da sfondo alla larga via Garibaldi. Vito Amico la dice fondata ai primi del sec. XVII. Fu distrutta interamente durante i bombardamenti aerei del 1943 e successivamente ricostruita.

Chiesa Santa Famiglia di Nazareth

E’ l’ultima chiesa costruita a Troina negli ultimi anni. Con la riforma del Concilio Vaticano II, che rimuove l’altare dal fondo per ridargli centralità, ritrova spazio l’idea di una corona misterica posta sopra l’assemblea per aiutarla a partecipare più intensamente, con una catechesi visiva e immediata, ai misteri che essa celebra. La corona misterica è una alta fascia ottagonale che circonda nella parte superiore tutta la grande aula della Chiesa, facendo presente il Cielo. E’ dipinta con immagini ispirate all’iconografia della Chiesa Orientale e incorona l’assemblea unendo insieme Cielo e Terra. Le pitture rappresentano i vari momenti del Mistero della salvezza, percorrendo tutto l’anno liturgico. Le pitture ispirate dall’opera di Kiko Arguello, fondatore del Movimento Neocatecumentale, sono state realizzate nella Chiesa Santa Famiglia di Nazareth, da un gruppo di pittori provenienti da diverse parti del mondo nell’estate del 2007. Il volto del Cristo Pantocratore è stato ultimato dallo stesso Kiko.

Chiesa di Sant’Agostino

La Chiesa di S. Agostino, annessa al convento omonimo, è posta nella parte settentrionale dell’abitato di Troina, in un’area posta più a valle rispetto al sito dell’antico castello. L’edificio è di forma ottagonale e si ritiene che sorga nel luogo in cui, secondo la tradizione, si trovava la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo eretta nel 170. Tale affermazione è avvalorata da alcune testimonianze che riferiscono dell’esistenza, sulla porta maggiore, di una lapide su cui era incisa la data di costruzione; purtroppo a causa delle varie ristrutturazioni tale lapide è andata perduta. Si ha notizia che la chiesa, nel 1502, venne occupata dai Padri Agostiniani che operarono diverse trasformazioni e realizzarono il convento, dedicando entrambi a S. Agostino. A quel tempo il convento di Troina era il 19° in ordine di costruzione fra i 38 che l’ordine contava in Sicilia. Suggestivo il loggiato con le sue quaranta arcate.

Chiesa di San Silvestro

Il tempio sorge nel luogo in cui, nel sec. XIII, fu trovato il corpo di S. Silvestro, patrono della città. La chiesa fu edificata nella forma di basilica a tre navate. Oggi è uno dei pochi edifici che hanno mantenuto le forme e le dimensioni originali; fu restaurato nel 1801 e nel 1805 con la munificenza di Ferdinando IV, come attestano le iscrizioni sulla porta principale e sull’arco maggiore. I bombardamenti aerei del 1943 fecero crollare la volta centrale, ma l’opera di restauro ha restituito inalterato ai torinesi l’edificio dedicato al grande concittadino. L’interno della chiesa è ampio e solenne; accrescono la sua maestosità le colonne monolitiche in pietra con capitelli corinzi. In una cappella sulla c’è la tomba marmorea del Santo attribuita allo scultore Domenico Gagini.

Chiesa del Carmine

La chiesa è dedicata alla SS. Annunziata. Si ignora il tempo della sua costruzione, per certo nella prima metà del Cinquecento fu concessa ai Padri Carmelitani; questi operarono il rimaneggiamento della chiesa e realizzarono il convento annesso. Il Campanile porta incisa la data del 1596. Sia il campanile che il convento hanno ricche ornamentazioni del tardo Rinascimento con accentuati elementi del barocco incombente, che conferiscono nobiltà alla costruzione e sono in armonia con la datazione della torre. L’esterno della chiesa a causa dei diversi rifacimenti ha perduto ogni elemento di caratterizzazione. L’interno è a struttura basilicale, a tre navate senza cupola. Fra i quadri, quasi tutti del Sei e Settecento, meritano particolare attenzione la Deposizione della Croce, datato 1500, e quello della Madonna del Carmelo del primo Seicento, entrambi di autore sconosciuto. Pregevole anche la statua marmorea della Madonna col Bambino posta sull’altare maggiore attribuita ad uno dei Gagini.

Chiesa della Madonna della Catena

Purtroppo oggi rimane solo un rudere di questa chiesetta ubicata alla periferia sud-ovest dell’attuale abitato. Già nel 1304 apparteneva ai Cavalieri di Malta. Lo storico Francesco Bonanno afferma che fino al secolo XVIII si vedeva sulla porta lo stemma dell’ordine. La chiesa fu edificata su un’antica terme del periodo augusteo e sono ancora visibili tracce di pavimentazioni e murature romane. L’edificio è una delle strutture più significative dell’area archeologica di Troina. In essa sono ancora oggi visibili ampi resti della cinta muraria a grossi blocchi risalente al IV-III sec. a.C. Tale struttura difensiva proteggeva l’intero versante sud della città antica e si estendeva dalla Rocca di S. Pantheon sino all’area oggi occupata dalla Chiesa Madre.

Monastero di San Michele Arcangelo “Il Vecchio”

E’ questo uno dei due famosi monasteri basiliani edificati a Troina negli anni immediatamente successivi all’arrivo dei Normanni. Fu costruito nel 1061 a sud della città, sull’ameno colle di Carinei, dallo stesso Conte Ruggero d’Altavilla, che vi pose come abate il cognato Roberto; quest’ultimo sarebbe poi divenuto il primo vescovo normanno della Sicilia. Il monastero fu dotato di numerosi privilegi e possedimenti. Al suo interno erano custodite le Reliquie di S. Silvestro Monaco, attuale patrono della città; presso tale cenobio l’umile frate basiliano trascorse la sua vita monastica. Il monastero nel corso dei secoli subì diverse ristrutturazioni; la stessa chiesa, crollata durante il terremoto del 1693, fu interamente ricostruita. Oggi di questa straordinaria opera architettonica rimangono pochi ruderi, ma guardandoli sentiamo ancora un antico e misterioso fascino.

Monastero di San Michele Arcangelo “Il Nuovo”

Costruito nella seconda metà del ‘700, aveva una superficie di 8300 mq. In questo maestoso edificio si trasferirono i monaci basiliani del monastero di San Michele Arcangelo “Il Vecchio” e vi rimasero fino alla soppressione avvenuta in seguito alle leggi del 18666-67. Grandiosità solenne, sobrietà di ornamenti, balconate in pietra baroccheggiante, larghi corridoi, camere ampie e comode, un chiostro interno con archi in pietra, un grandissimo refettorio: così appariva il sontuoso fabbricato di cui oggi rimangono solo alcune rovine, tra cui parte del prospetto in pietra. Se salvaguardato e valorizzato, potrebbe rappresentare una grande attrazione turistica e fonte di guadagno.

RTC: Maria Rosa Stancampiano

 

Evoluzione Demografica

Coordinate: 37°47′00″N 14°36′00″E (Mappa)

Altitudine 1.121 m s.l.m.

Superficie 163,083 km²

Abitanti 9639 (30-04-2012)

Densità 59,1 ab./km²

Comuni confinanti Regalbuto, Gagliano Castelferrato, Cerami, Bronte (CT), Randazzo (CT), San Teodoro (ME), Cesarò (ME)

Cod. postale 94018

Prefisso 0935

Fuso orario UTC+1

Codice ISTAT 086018

Cod. catastale L448

Targa EN

Cl. sismica zona 2 (sismicità media)

Cl. climatica zona E, 2 364 GG[2]

Nome abitanti Troinesi

Patrono San Silvestro Monaco da Troina

Giorno festivo 15 agosto e 2 gennaio

 

Geografia

Troina sorge in una zona montuosa, al centro di un terreno ricco di boschi e di pascoli; dista 173 km da Agrigento, 101 km da Caltanissetta e 60 km da Enna. È un comune del Parco dei Nebrodi. Al confine con la provincia di Messina sorge il lago Ancipa (il lago più alto della Sicilia).

Storia

Centro militare per eccellenza e via di comunicazione tra la Sicilia occidentale e quella orientale, è stato sempre sito ambito dai popoli che si stanziarono da conquistatori o da liberatori, nell'isola. Scavi recenti hanno individuato insediamenti umani risalenti al neolitico (una fattoria del 6000 a.C.) e la necropoli ancora visitabile e sita sul monte Muganà testimonia della vita preistorica della cittadina.

Successivamente altri insediamenti risalenti al periodo greco si riscontrano nella cinta muraria a blocchi, del IV secolo a.C., che racchiudeva quello che è stato sino a qualche decennio fa la delimitazione del paese. Resti di terme romane ci ricordano che il periodo che va dal I secolo a.C. al II secolo fu discretamente florido per Troina, che molto probabilmente in quei secoli aveva per nome Engyon, almeno a dar ragione ai numerosi studi che partendo da un passo di Diodoro Siculo, e di Plutarco in "La vita di Marcello" hanno identificato nel sito l'attuale Troina. I bizantini vi dominarono a lungo e da Troina, il generale Giorgio Maniace, preparò la battaglia contro gli arabi stanziati a Cerami.